Gastroscopia: un modo perfetto per conoscersi bene DENTRO

Dunque. Oggi ho aperto gil occhi alle 7 –fottute– e mezza del mattino. Nessuna novità. Cispa, sbavazzo e tutto. Salvo poi ricordarmi nel giro di un secondo, che non mi sarei potuta tuffare nel caffè. Perché? Il responsabile di questo crimine contro l’umanità è la gastroscopia.

E allora

90S GIFs - Find & Share on GIPHY

Leggi tutto “Gastroscopia: un modo perfetto per conoscersi bene DENTRO”

Medico di base: peggio del boss finale di supermario

Medico di base, la piaga che prima o poi affligge tutti.

Medico di base, tu che, di base, non sai proprio un bel niente. Ah ops, forse CHE non amo molto la categoria.

Una piaga che prima o poi affligge tutti. Ha una caratteristica principale: fa schifo. No?

Ma allora provate un secondo a fare mente locale. Avete mai conosciuto qualcuno che parlasse bene del proprio medico di base? 

Io no.

Medico di base: SPOILER. Organizzerei uno sterminio di massa.

La verità è che ne ho sentite veramente tante sull’argomento – quando diventi un habitué d’ambulatori e ospedali, puoi anche prenderti la specializzazione in “La sanità qui non funziona“, con tanto di lode e di menzione di stampa

Medico di base: quello che “è solo lo stress”.

C’è quella razza di dottori che attribuisce qualsiasi cosa – QUALSIASI COSA, anche la DISOCCUPAZIONE GIOVANILE – ad un sintomo psicosomatico.

Per quanto io sia stata –e continui ad essere– un’ottima candidata al Premio “è tutto nella tua testa”, il miglior aneddoto ce lo fornisce la mia migliore amica, cioè lei by me.

medico di base
               very gnoc

L’incontro è stato il seguente:

Lei: ho forti emicranie da quando prendo la pillola.

Doc: anche Dostoevskij soffriva parecchio di mal di testa… perché era un po’ malinconico. 

Dopo poco e qualche analisi -fatte di iniziativa della mia amica che studia medicina- si è scoperto che le stava per partire un trombo.

Vai così dottò, c’eri quasi.

Medico di base: il fatalista.

Poi c’è il medico di base che, se ti vede un attimo sciupato -e perché non dovrei esserlo? Se vengo da te è perché sono malato, o no?ti riempe di visite specialistiche.

Questa classifica la vince tutta quel dottore che, di fronte ad un ragazzo andato lì lamentando un malessere diffuso, ha risposto:

Guardi, o è mononucleosi o è AIDS.

Abbeh. Adesso sto meglio. 

Medico di base: Topogigio e Patatine.

Parlo di quel medico che, quando esci dal suo studio, ti viene solo da dire “Ma a questo, la laurea, gliel’ha data Topogigio o l’ha vinta nelle patatine?

Delle due, l’una. 

A questo proposito direi che il vincitore del nostro concorso è una giovane ragazza, figlia di un medico di base. Il quale medico di base ha giustamente deciso di lasciare a sua figlia il suo ambulatorio per far pratica –evviva l’originalità-.

Ecco, oltre ad avere dubbi sulla regolarità della cosa –molto medioevo/feudalesimo spinto

Il risultato?

Io: ho tot sintomi. Che posso fare?

Figlia di: Non lo so. Non mi sento di dirti niente. Chiamiamo mamma. 

Medici di base: Ma meglio lo sciamano!

Alla fine la più grande lezione è: neppure loro sanno bene cosa consigliarti. 

Avete presente il panico che ogni tanto vi prende, quando pensate di non esser all’altezza del lavoro che fate?

Ecco. Credo che succeda pure a loro. Solo che sono venerati tipo santoni e pagati un po’ meno di un calciatore. La cosa non mi consola affatto, considerando che sono obbligata a mettermi nelle loro mani…

MA.

Ma, non lo so. Chiamo mamma e poi vi dico. 

L’essere stacanovista -sì, non si scrive così-

L’essere stacanovista, stacanovismo come modo di essere e di morire.

L’essere stacanovista è un modo come un altro per farsi del male. C’è chi fuma, chi si nutre solo di Coca Cola –chi? Non io di certo, no signore– c’è chi si guarda al pomeriggio Uomini e donne e chi si ammazza di canne.

Embè?

Sono tutti modi più simpatici e affascinanti di esser masochisti. L’esser stacanovisti invece

oh. lo so che sbaglio ogni volta e non si scrive così, rilassatevi

è una cosa che in un primo momento ti fa sentire persino una persona nobile, una di quelle votate al sacrificio, very jesus christ super star.

Esser stacanovista. supernews. FA CAGARE.

Loop GIF - Find & Share on GIPHY

Lo stacanovismo non è una bella cosa. Non ti dà punti in più, anzi, forse contribuisce a farti diventare sempre più piccino…ino…ino

In Francia, per dirvi, quando ho detto di esser stacanovista, mi hanno guardato dicendomi: non utilizziamo questo termine.

Al che, ho preso il mio cellulare e sono andata QUI, per illuminare loro la via –e gettarli nello sconforto

Ma facciamo un esempio.

Me. Simonetta.

A lavoro ci andrei dopo che un ladro mi è entrato in casa, mi ha distrutto il pc con l’unica copia del mio romanzo dentro, mi ha violentata, rubato la mia scorta di pane con le noci settimanale e fottuto i soldi nascosti in valigia di mia nonna.

E dopo questo, con i graffi sulla pelle, se inciampassi per le scale rompendomi l’osso del collo…

Sarei comunque andata a lavoro.

Esagerazioni? Mica tanto.

L’essere stacanovista è una patologia di cui nessuno si sente di parlare.

Perché? Perché gli stacanovisti li odiano tutti, ma infine sono anche abbastanza utili quando hai bisogno di uno schiavo. E quando mai ti capita di non averne bisogno?

La cosa più stronza dell’esser stacanovisti è il senso di colpa. Non è mai abbastanza il dolore e la fatica che provi, per rimanertene un giorno a letto. Non sarà mai abbastanza imprescindibile la tua salute rispetto a quello che devi fare in ufficio.

L’essere stacanovista è uno dei peggiori modi di sentirsi protagonisti.

Perché, se non mi presento oggi, il mondo sicuramente si cagherà in mano. 

Perché, se faccio questa assenza, tutti a lavoro sapranno che sono l’esser più pigro di questa terra, un parassita che succhia i soldi allo stato.

Perché, se resto a letto, di certo una maledizione antichissima ricadrà su me e la mia generazione futura.

Pensavo tutto questo stamattina, in fila dal medico nel mio unico giorno libero. Mentre mi diceva che dovevo andare d’urgenza a farmi dare un’occhiata da uno bravo, riuscivo solo a pensare “sì, bravo, tu dì quello che hai da dire e io poi vado a casa a lavorare e lunedì amici come prima“.

L’essere stacanovisti ha una fine? Sì.

L’essere stacanovisti –per fortuna, per sfortuna, non lo so– si scontra con un suo limite naturale. Peggio della malattia, ad impedirti di presentarti a lavoro, c’è una cosa: la morte.

Così, quando mi sono vista un bozzo spuntarmi di fronte, in gola, che paio un serpente, un minuto dopo –un minuto dopo lo giuro cazzo– esser uscita dall’ambulatorio con l’aria del “farò finta di niente anche stavolta, fuck the doctor

Ho scritto una lettera di licenziamento. 

Lo stacanovismo ha una cura. Si chiama fifa power.