Mal di pietre -ma non di vivere, ché i crepuscolari ci hanno rotto-

Mal di pietre: le nonne sono Gilf

Mal di pietre (nottetempo edizioni) è uno di quei libri che, a vederli così, poggiati sul comodino del compagno di tua madre, non gli daresti -come si dice a casa mia- un citto.

-cioè un “soldo”, suggerisce la traduttrice simultanea-

Milena Agus, cioè lei

mal di pietre
che io trovo assai assai BELLA

Era un’autrice che, nella mia indefinibile ignoranza, non avevo mai sentito nominare. Dico era, non perché sia morta, ma perché poi è capitato, al solito, di scoprire che fosse tipo famosa come Grazia Deledda.

No cioè, davvero, tradotto in mille mila lingue, venduta in altrettanti paesi… COME CAVOLO HO FATTO A PERDERMELA?

Non lo so.

Ma!

Mentre acquisto su Amazon una gatto a nove code per purificare la me stessa che ha studiato per anni lettere senza sapere, infine, un emerito cazzo, mi sono letta…

Mal di pietre: che è un libro che è una figata che è

La storia di una nonna raccontata dalla nipote. E già qui aveva ottenuto tuuutta la mia attenzione, perché, come tuuuutte le persone per bene, ho il fetish per le nonne e le loro vite segrete.

andiamo. Pensate davvero che vostra nonna non sia la persona più yeah che abbiate mai conosciuto? Se lo pensate, non l’avete mai conosciuta

mal di pietre
E questa signora che porta da sora du sacchi della spesa che pesano manco il ciccione Gay di Modern Family… è mia nonna.

-cioè. provate a dirmi se questa donna non nasconde qualcosa-

Chiusa parentesi.

Sta nonnina qua, quella della Agus per intenderci, già dalle prime pagine è un personaggio che fa sembrare qualsiasi adolescente una sorta di nerd senza speranza o vita sociale. Più di quanto non sia nella realtà.

Sta nonna qua fa sesso di quello bello, in cui ti piace a volte esser trattata da zoccola quale sarebbe il termine politicamente corretto per esprimerlo, non mi viene, e perchè poi?– senza dovertene per forza vergognare.

Sta nonna qua ama suo marito ma anche il suo amante.

Sta nonna qua, ha scoperto cos’è esser emo quando se ti tagliavi le braccia eri solo una da tenere nascosta dentro casa -e non fotografata per la posa di instagram-

Dunque, Mal di pietre, libro che se lo leggi poi fai fatica a guardarti tua nonna come prima, anche se finge demenza senile mentre è intenta a capire le trame de “il segreto” tra una pausa pubblicitaria e l’altra.

La cosa bella di Mal di pietre,

è il suo esser totalmente slegato dal tempo, pur essendo collocato in anni ben connotati, fatti di assassinii, bombe, edifici che ti crollano addosso e così, mettiamocela, la seconda guerra mondiale.

Perché slegato allora?

Perché quella che vedi fare la protagonista non è mica una di quelle donnine che ti aspetteresti da quegli anni lì -grembiule, sveglia all’alba per cucinarti il pane, lavo-stiro-do una passata di scopa-

Nope.

Lettori miei belli, qua si tratta di quelle cose sopraffini che non sempre è facile trovare in un libro ambientato nel passato: quella nonna della seconda guerra mondiale, può essere una donna di adesso. Che ha le passioni di una di Grey’s anatomy, che c’ha le turbe mentali di Ally Mcbeal.

Ci siamo capiti?

Mal di pietre è una di quelle letture che per fortuna mi hanno consigliato.

Dico per fortuna perché –sentite il rumore delle fruste sulla mia schiena? una frustata per ogni anno sprecato dentro l’Università

-snap, snap, snap, snap, snap-

Se quel giorno lì d’ottobre quel pelatone del compagno di mia madre non mi avesse regalato la sua copia –che porta commoventi segni di masticata di cane– io non avrei mai scoperto la vita interiore di una nonna.

Che è pure una gran gnocca.

E niente.

Me l’hanno consigliato e io lo rivendo a voi. Senza guadagnarci niente –claro

Mal di pietre: due pollici alzati.

Ne alzerei pure tre, ma posso solo coinvolgere nel meccanismo gli alluci. Non so se fa lo stesso.

Ajò, andate a pigliarvene una copia. O passate in Francia che vi giro la mia

BAI BAI

 

 

L’amore come le meduse: la delicatezza di Roberto Delogu

L’amore come le meduse, sentite come suona…

l’amore come le meduse,
le meduse, l’amore…
come.

Vabeh. Ci siamo che è un titolo quanto meno evocativo no? Cioè. Io ho pensato subito a qualcosa di morbido e di urticante.
Che sia stato lo stesso Roberto Delogu o il frutto di un lavoro poetico del suo editor, non cambia poi tanto (forse dovrei chiederglielo, forse dovrei intervistarlo, forse).
Chi è Roberto Delogu? Innanzitutto, un ragazzo col viso interessante.
Cioè lui:

l'amore come le meduse
Il perché della data sulla foto non lo conosco, ma fa molto vintage, quindi la lasciamo.

L’amore come le meduse, non è il suo primo libro.

è già il terzo, se non erro, scritto da questo autore. Io ho avuto modo di leggere questo perché è uscito di recente e, non so se si era capito, il titolo mi aveva fatto suonare le campane nel cervello.

Sì, non giudico i libri dalle copertine, ma per i titoli ho abbastanza il feticcio

Sì, potrei essere una brutta persona

E allora, possiamo andare un po’ più al sodo.

Si tratta solo di un bel titolo?

L’amore come le meduse è un bel libro o no? Cioè, li spendiamo sì o no questi 11 euro E ZERO CINQUE? La risposta a caldo è…suspence da X factor…

Sì, mettete mano ai portafogli.

Prendete un personaggio assolutamente normale, un padre con una famiglia e un lavoro. Uno di quelli che plausibilmente potreste esser voi o potrebbe esser un vostro amico.

Primo ingrediente che già abbiamo azzeccato alla grande.

Nessun super eroe gigante, nessun mistero irrisolvibile, nessun espediente narrativo. Una storia c’è. Una vera. Una che può capitare.

E gli altri personaggi? Reggono bene?

Cavoli sì.

Anche il secondo ingrediente è ben piazzato.

C’è un problema che viene affrontato in maniera delicata che, mi ripeto, purtroppo, esiste per davvero: la dipendenza dei ragazzi dalla tecnologia (tecnologia che al giorno d’oggi significa social. Che vuol dire che ti costruisci un mondo virtuale in cui abiti, caghi, mangi).

epperò ti scordi di cagare, mangiare e vivere nella realtà

Quindi sì. Il tema di per sè regge. I personaggi pure, nel senso che sono talmente convincenti che non sembrano costruiti, sono semplicemente persone.

E tu finisci per voler loro veramente -ma veramente- bene.

Personalmente mi sono sentita sia padre che figlia. Ditemi voi se non è una delle cose migliori che riesca a fare uno scrittore per il suo lettore.

L’amore come le meduse: ci sono dei MA?l'amore come le meduse

Chiaro che sì.

Di libri perfetti ce ne sono pochie per libri perfetti intendo dire quelli che mi rileggo tutta la vita, sottolineando ogni volta parti diverse-. L’amore come le meduse, così come ho esordito è sia morbido che urticante.

Perché?

Perché le soluzioni ai problemi sono un po’ romanzate. Non vi starò a dire dei modi che vengono impiegati per risolvere i problemi di dipendenza posti nel libro.

Qualcuno mi ha sempre fatto forti critiche sulla mia tendenza a spoilerare.

Diciamo basta a questa mia enorme pecca.

Quello che però posso dire in questa mia recensione lampo, è che la storia si conclude con un comportamento un po’ forzato.

Apprezzo i paradossi, davvero davvero, e quindi anche il finale resta divertente nella sua assurdità.

Forse era anche il solo modo per non banalizzare il tutto e non scadere nella commiserazione.

BUT.

Cozza un po’ con l’impronta realistica sulla quale si basa l’intero romanzo.Mi sono, insomma, ricordata che si trattava di finzione.

OH, Niente di grave eh.

L’amore come le meduse: TOTALLY APPROVED.

Beh oh, io i miei dindini ce li ho messi e se me lo chiedessero, lo rifarei di nuovo. Di letture così scorrevoli non ne facevo da un po’. La semplicità spesso è la salvezza degli autori.

Le piccole scivolate non mi interessano. Servono giusto a farmi sentire importante quando recensisco –vuoi non trovare il pelo nell’uovo? non sei un critico sennòh-.

Per cui, grazie a Roberto Delogu per avermi fatto compagnia col suo stile quotidiano. Certamente una lettura che mi ricorderò e di cui parleròne ho scritto anche qui– agli amici quando non mi chiedono consigli per prossime letture.