Natale a casa, la famiglia, l’amore (ohiaiahi)

Natale, il post definitivo.

Natale e le sue bellezze. Soprattutto se sei un amante del trash. Non siete amanti del trash?

Siete perduti.

natale
Film come questi ti salvano. -uccidendoti-

Lo so. Siamo tutti già assillati dall’incubo di come rendere più spiacevole il Capodannoche giorno stramegabellissimo domani

MA!

Io ci ho messo un po’ a digerire il natale.

Evacuo solo oggi.

C’ho l’intestino emotivo lento c’ho.

Cominciamo con le dovute premesse: sono una purista del natale.

Cioè, non è mica semplice mettersi ad odiare il natale, così, per partito preso.

Partendo un po’ alla lontana il natale per me è un po’ come la Coca cola.

parallelismo che NESSUNO AVEVA MAI FATTO MAI

Quando ero un’infante -sui 18 anni- ho passato un periodo luminosissimo a base di zuccheri e gas. Anni in cui la Coca cola era il mio Dio, sublime surrogato di colazioni, pranzi, cene, merende e acqua.

La Coca cola era tutto per me. E quando c’è l’amore non c’è nient’altro.

E quando c’è l’amore, lo vuoi al 100%.

Cioè solo in bottiglia di vetro, dopo ore di frigo, appena stappata.

E le bollicine ti arrivano al cervello pompandoti tutta.

La Coca cola finiva che non la finivo mai, perché dopo il primo bicchiere per me era già sgasata. Mai in bottiglioni di plastica. Mai e poi mai se aveva superato un giorno di apertura.

E, mi chiedete, la Pepsi? Per favore, NON. DICIAMO. STRONZATE

Questo è esser puristi, belli miei. E, se ci pensate, pure voi avrete sicuramente qualche fissazione del tipo “il cioccolato lo mangio, ma solo quello della Venchi e solo quello con la percentuale all’80% di cacao nero”.

Pensateci.

Eccovi… ci siamo.

Natale, oh Natale…perché sei tu Natale?

Ti chiamassi con un altro nome, avresti lo stesso profumo di…

Shakespear non me ne voler male

Io il Natale l’ho sempre amato, così tanto, col suo presepe fatto di action figures di una serie tv che ancora nessuno ha fatto -e non mi spiego il perché- che, io lancio la proposta, dovrebbe intitolarsi “The Young Jesus” e avere come protagonista un sempre nudissimo Keanu Reaves.

Io, il natale, l’ho sempre adorato, con tutte quelle palline e campane di cristallo fragilissimo, che mia madre si metteva a bestemmiare nel suo cuore ogni volta che ne frantumavo una -a mia discolpa, tu sei pazza a metterci le robe swaroskij su un albero finto a portata bimbi-

Il natale, io l’ho sempre atteso con tutti gli addobboni che diventavano magicamente sciarpe da trans vistosi attorno alle mie spalle e com’ero diva con i serpentoni di paiettes avvolti sul collo.

Natale che, come ogni bel sogno, finisce che poi ti svegli.

E che, quando ti svegli, come minimo, i tuoi si sono mollati e hanno diviso in due il cane lasciando tutti gli organi sparpagliati sulle tue cose, che manco il visconte dimezzato in versione splatter.

Che, quanto apri gli occhi, il meglio è che ti sono morti tragicamente in ordine: chi amavi di più, chi amavi tanto, chi amavi di meno, chi ti stava per lo meno simpatico, chi avevi trovato interessante una sera, quello che avevi pensato fosse interessante…

Insomma. Più o meno tutti attorno a te.

Chi è sopravvissuto, sarà di sicuro finito su un letto di ospedale.

Natale che, quando riprendi conoscenza, significa che devi far attenzione a quello che mangi perché ormai non digerisci più la cipolla e i grassi complessi.

E, guarda un po’, il pandoro è IL Grasso Complesso.

Natale: nessuno lo dice, ma pare pure peggio del Capodanno.

è che dire che stare in famiglia fa spesso cagare, non sta bene. Pare brutto, no? E allora tutti bellini a mangiare in allegria, quando non ti chiedono come procede la tua vita e tu non sai neppure di averla una vita, finché non te lo ricorda la tua zia di secondo grado.

Ti riempi il bicchiere di vino -se non sei sotto antiinfiammatori-

Io, il natale lo amo. E sono troppo, troppo innamorata, per non odiarlo a morte.

Perché, non è più come quando ci siamo incontrati i primi tempi.

E, mentre tutti sono distratti dalla mia faccia da “sonotroppograndeperilnatale” conosciuta anche come “oramichiudoincameraecciao

Coltivo, dentro di me, immagini di un Babbo natale che allestisce in segreto la macchina generatrice automatica di scarpe discutibilmente belle -tipo queste, per la quale ho sbavato tutto l’anno e che ho ordinato nelle letterina spedita per tempo alle poste italiane con raccomandata e ricevuta di ritorno.

Caro il mio Babbo, capisco la glicemia alta e tutto -da qualche anno ti lascio da parte bietole bollite e non biscotti danesi-

Impegnati, pure tu. Per cosa le paghiamo le tasse?

 

L’inverno: propongo un REFERENDUM per renderlo illegale

L’inverno: che bello, la neve, il natale.

L’inverno che bello. L’inverno è come quelle belle cose che sono così belle che…

EEEh? ma che minchia dico? 

Questa settimana è successo il seguente, evento: in quel di Tenda ho spiegato il meteo ai teneri bimbi montagnini.

Seguendo una metodologia didattica iperavanzata, sostenuta dai massimi esperti dell’educazione pedagogica mondiale, sperimentata in numerosi casi studio di classi dall’intelligenza avanzata.

Gli ho fatto dividere il foglio in due dicendo: allora, se piove fa?

“Blutto teeenpo” – hanno fatto quelli. Ci siamo.

e sì. i bimbi fLancesi hanno un pLoblema con le R che manco i cinesi

Se c’è vento fa?

“BLutto teeeenpo”. Ci siamo.

E se nevica che tempo fa?

E lì, è avvenuta la rivelazione.

Inverno= BEL TEMPO.

I francesini amano la neve. Amano il freddo. Pupazzi di neve, ghiaccio sul parabrezza, scarponi da sci e narici che manco Rudolf il 24 dicembre.

Poi, giusto per darmi quel tocco di “fatality“, qualche prof alle mie spalle ha sussurrato quello che voglio assolutamente sulla mia lapide:

Tenda è la valle più fredda di tutte. 

Inverno più freddo di tutti.

Allora,

Non ho ideae forse non voglio neppure saperlo per non scoraggiarmi troppo- di quanti gradi esattamente ci siano in quel di Tenda. Sicuramente però, sono troppo pochi. Lo dice la falangetta insensibile del mio mignolo sinistro.

Ora.

Io contavo sull’effetto serra. Ci faccio affidamento da quando ero sui sedici anni. 

Possibile che, con i cambiamenti climatici, che stiamo tutti rodendoci il buco del culo con il terribile scioglimento dei ghiacci, la fine del mondo sotto uno tsunami a meno 20… io debba patire così tanto il freddo?

era tutta una super balla.

C’è qui un orso polare  che si sta scavando la casa con giardinetto.

C’è qui superman che ha una conversazione intensa col suo vero padre alieno, DENTRO IL SUO CASTELLO DI GHIACCIO.

C’è qui Robert Bobby Drake che si è messo su la giacca di lana.

lui è Robert Bobby Drake ragazzi

Mezza-penna, o l’ultima dei freddolosi.

L’inverno a me fa schifo da tempi immemori.

Non riesco a farmi piacere niente quando le temperature sono così basse e posso solo pensare ad avvolgermi in venticinquemila strati di pail e imbottiture e coperte e trapunte e piumini e piumoni.

Ditemi voi se una può lavorare quando c’ha il delirium tremens senza esser un alcolista.

NO

Dovrei tipo girare con dei termosifoni attaccati alla schiena e una borsa d’acqua calda cucita sul petto.

Mmm

Se sono freddolosa?

Sì.

Se me ne vergogno?

No.

Ho la necessità di esprimere il mio dissenso, di fronte a questo risultato improbabile di bambini che AMANO IL FREDDO.

ABBOMINIOH siete CONTRONATURAH.

prendo in prestito un vecchio cattolico omofobo per l’occasione-

Inverno: una malattia alla quale le marmitte truccate dei motorini, non hanno ancora trovato una cura.

Da poco ho visto il prequel di The Thing

oh, non guardatevelo, perché se amate Carpenter e la sua versione del 1982, allora faticherete parecchio).

Un film, peddirve, ambientato al polo nord-o sud, non lo so, comunque un posto con ghiaccio e neve a lot

Eppure io c’ho più freddo a guardare fuori dalla finestra, che a pensare a sto robo qui.

l'inverno
L’amico Russell che contempla con noi il sublime GRANDE FREDDO

Vorrei solo informare che qua, la sottoscritta, ha addosso una canottiera, una maglietta, due maglioni, una coperta in pail, una sciarpa, una cuffietta. l'inverno

E sono dentro casa. 

Secondo voi, come potrò trovare un compromesso per andare ad insegnare?

L’inverno: qualcosa che solo io temo più dell’ebola?

Probabilmente sì.

Da quando ho messo piede fuori dalla Sardegna -terra rinomata per il CALDO FOTTUTO- non ho fatto altro che incontrare eschimesi mancati e le loro chicche tipo:

Vedrai che tempo un mese ti ci abitui. 

Se hai freddo adesso, figurati a febbraio. 

Che bello, spero scenda la temperatura così la neve attacca. 

Allora, bellibè.  Io sono l’ultima dei freddolosi, l’Highlander dei rettili a sangue freddo.

Se venite da me ancora una volta a maniche corte mentre io affronto la giornata con dieci chili in più di stoffa addosso…

Potrei impazzire.

A quelli che affrontano questa battaglia dei posti di montagna in cui un uomo con un po’ di cervello, non sarebbe mai andato a vivere

e invece c’è chi ci ha fondato villaggetti pittoreschi e cristallizzati nelle stallattiti

Io mando un abbraccio caloroso.

E una tazza di tè.

In faccia. Ustionante.

Meglio così, che avere il naso colante tipo le bestie.

sì. il freddo mi rende una persona più scontrosa

figuratevi un po’