Il ritorno. Lunedì non si ferma mai, neppure se lo preghi in ginocchio

Rimedio lampo per sconfiggere il ritorno dalle vacanzenon ce n’è davvero uno… non ci illudiamo-. Ci si prova, abbassando il volume delle urla disperate che, personalmente, mi fanno da sveglia a inizio settimana.

Il ritorno. Qualcosa che sa di titolo per film Horror

il ritorno

Abbandoniamo gli occhiali da sole per delle lenti più interessanti. Garantito l’effetto “sono presentissima”.

Per la grande occasione da rientro, una bella canzoncina dal titolo interessante: it’s the end of the world as we know it

 

Blue whale: è dal giovane Werther che non ci si diverte così

Blue Whale, la nuova Moby Dick inseguita dagli adolescenti depressi?

blue whale
ciao. sono una balena (blu)

Sul fenomeno “Blue Whale” arrivo probabilmente un po’ in ritardo –come sempre e per sempre

L’argomento è già bello che scoppiato da giorni, più o meno da quando è uscita questa puntata delle iene che ha fatto impazzire tutti sul creato. Ma io ci ho messo un pochino per digerire bene la cosa.

Cioè, che sia una cosa da “fora di gabbu” (google translate=fuori di testa), mi pare sia evidente. C’è poco da metabolizzare.

Blue Whale: è una cosa che mi fa riflettere?

La cosa mostruosa del Blue Whale è che, sostanzialmente, non ne sono colpita. Le reazioni ovviamente si sprecano. Voglio dire, chi è la persona disumana che non si scandalizza di fronte al suicidio di massa tra adolescenti?

IO.

Sono io la persona disumana. 

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Forse perché il suicidioil suicidio degli adolescenti poi– è una roba con cui per un motivo o per l’altro, abbiamo a che fare tutti i giorni.

Ad esempio, a casa mia giusto una settimana fa, circolava un video (che non cercherò e non posterò) di questa giovane mamma che si buttava da un ponte. C’era gente che la filmava mentre precipitava.

Per dirvi.

Blue Whale: cos’è che vi fa impazzire così tanto?

Ecco, di fronte alla mia indifferenza, chiedo a tutti quelli che urlano alla fine del mondo: cos’è che vi disturba di più di tutta la faccenda?

Che siano giovani?(ma i giovani si suicidano da tempi immemori).

Che ci sia un gioco dietro, con delle regole?(ma fa davvero differenza?)

Che si parli di lavaggio del cervello? (ma, perdonatemi, allora spegnamo la tv? rompiamo tutti i pc? annulliamo le connessioni internet?)

Forse non ho ancora capito cosa mi susciti sto Blue Whale.

Sarà solo l’ennesima occasione per capire che mi manca una parte sensibile verso l’umanità. Forse.

O forse non lo so. Per me se uno si butta da un grattacielo, o, se a farlo, sono più di uno, non fa differenza. Per me se uno si butta da un grattacielo dopo aver fatto altre 50 cazzate, invece che nessuna, non fa differenza.

Sostanzialmente, un po’ mi spiace che si arrivi a quel punto.

Ma come mi spiace leggerlo sul giornale. Nessuno scandalo.

 

inviare curriculum (o inviare curriculA se vuoi fare il latinista frustrato)

Inviare curriculum è uno sport mondiale praticato da persone sulla via della depressione.

Inviare curriculum ti accompagna giorno dopo giorno, senza che tu te l’aspetti, nella depressa valle del silenzio. Silenzio perché? Perché nessuno ti risponde.

Peggio di non esser assunti c’è quel momento lì, di assoluta indifferenza. Dove sarà mai finito il tuo cv? Su quale montagna di carte impaginate con InDesign si troverà in questo momento?

in basso? al centro? spiegazzato con gli angoli segnati?

Si sente sola la tua foto, in mezzo alle tante immagini di bella presenza di altre 500 ragazze?

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Inviare curriculum è una questione quotidiana di resistenza.

Prima ti convinci che si tratti di questione di statistica

“se ne mando due milioni, vuoi che uno non mi pigli?”

Poi però si fa largo la vera disperazione, quella che il telegiornale dell’una e mezza rimpinza ogni santo giorno con percentuali inquietanti sulla disoccupazione giovanileche, anche quando pare stia migliorando, ti fa sentire solo più inetta

Oh meno male che ci sta l’esperto pissicologo su studio aperto e ce lo dice lui come fare –con annessa musichetta strappacoglionilacrime

Inviare curriculum: perché tutti pare che prima o poi un impiego lo trovino e io invece…

Io invece che ho fatto? Il mio cv puzza? Eppure l’ho mandato in formato europeo. 

Poi giunge puntuale l’amico strafigo che ti dice: formato europeo? Ma scherzi? Ci vuole un po’ di personalità.

inviare curriculum

Allora ti fai in quattromila per impostare un cv “da creativo”. Ma poi creativo cosa significa? E tanto non va bene uguale.

Senza dubbio il mio cv puzza. Questa è la sola e vera spiegazione.

assieme alla NON bella presenza

Inviare curriculum ti mette di fronte ai fallimenti di tutta una vita passata a studiare.

Sì, bravo eh, che c’hai il pezzettin di carta… ma… che cosa sai fare nell’atto pratico? 

MMM…schifo?

Quando invii curriculum ti viene solo voglia di avere un saccaccio di soldi ereditati in maniera del tutto casuale da un parente morto a random e pagarti un master che ti aprirà finalmente le porte per essere schiavizzato.

Qualsiasi cosa pur di andarsene dalla grande valle del silenzio.

Soluzioni? 

Mi viene in mente solo quello di inventare un deodorante per cv. 

La depressione domenicale -qualcosa da certificare SUBITO-

La depressione domenicale: e che cosa sarebbe?

Depressione. Domenicale. Dai, che vi ho dato già tutti gli indizi per capire da soli di che sto parlando –la mia amica dottoranda in linguistica, che legge, la sento già dire “ma qui il gerundio non va”

Mi correggo:

La depressione domenicale: di cosa parlo, lo avete già capito.

Quell’infame fenomeno che avvicina gli uomini alle donne nella sindrome premestruale.

UOMINI, avete finalmente un’idea vaga di quel sentore di morte che colpisce le donne ogni mese che dio manda in terra.

Sì, l’angoscia che ti strizza la bocca dello stomaco e ti fa sentire un fumatore trentennale coi polmoni all’ultimo stadio.

per i veri intenditori di deprescion

La depressione domenicale, dicevamo quindi…

Quella schifezza che già dal sabato sera comincia a formicolarti dietro il cervello. Te lo grattuggia un po’, tipo unghie scheggiate su asciugamani umidi.

Lo sentite?

Oh sì. Proprio quella roba splatter lì.

Non  che abbia ignorato l’argomento fino ad oggi perché non sono mai stata colpita dal problema

ANZI. Credo di esser una tra i più precoci malati di DD

-che sta ovviamente per Depressione Domenicale, che le sigle sono seriose-

È che ho sempre avuto il timore di esser sola in questo disagio pre-lunedì. Di esser sempre la solita scarsona con le fissazioni di una psicopatica alla Woody allen –senza però esserci come il Woody

Invece, no.

La depressione domenicale è diffusa diffusissima e bastarda.

La DD è un essere strisciante internazionale, figlia della globalizzazione peggio del McDonald, che ci accomuna tipo la morte –e l’attrazione segreta per X-Factor-

Mi è capitato di dovermi contenere stamattina, quando il mio capo francese –nonché coinquilina

sì. creepy

Ha cominciato a parlarmene in francese. E allora cazzo. Gridiamolo assieme: a morte la domenica, dal pomeriggio in su.

Imbottiamoci di lexotan, che ve lo dico a fa?

È arrivato persino dai nostri cugini mangiatori di rane.

Chi sono io per lottare contro l’angoscia del tempo che è passato e manco te ne sei accorto.

Che “maccheccazzo, durante la settimana è tutto in slow motion e io, in tre giorni, non ho fatto altro che pulire il cesso e far lavatrici

weekend PAZZOH

depressione
Spero che quelle troie delle mie sorelle scivolino e si rompano l’osso del collo LALALALALAA

Che domani devo già tornare a lavoro e manco mi son vista l’intera stagione non stop di shameless.

But shame on me.

Shame on la depressione domenicale.

Oh regazzi, sto postit esce di venerdi as usual, e quindi sono in bottazza da “yuppidu! ho conquistato l’eldorado della vita in pigiama forever”

Forever un cazzo.

Sbatto le ciglia e siamo già a domenica sera.

E io sicuramente non ho fatto un cazzo.

E voi?

Pa.ni.co.

Fine dell’estate. Fine delle vacanze. La morte, insomma.

Fine dell’estate, assieme ai The giornalisti.

Fine dell’estate, espressione che suona più o meno così. Fatevi un favore e ascoltatevela un po’

Via,via questo settembre!! (cantava a squarcia gola fissando fuori dalla finestra nel cesso). E la fine delle vacanze, anche quella colpa di qualche film anni ’80?

Nah

Colpa dei soldi, quelli servono sempre se vuoi mangiare -a quanto pare- quindi, anche quando sei terrona o similare, devi tornare a sgobbare -a quanto pare- Le giornate non sono più lunghe e calde, i giovani d’oggi non fanno sedere le vecchiette sui tram…

che disastro. un di-sa-stro

Come sopravvivere al RIENTRO DALLE VACANZE –o fine dell’estate o come diavolo vi pare, sempre brutta roba è-

La terribile piaga del mondo adulto che fa lo stesso numero di vittime dell’AIDS, e se non lo sapevate un pochino ve lo aspettavate.

Oh, i sintomi sono più o meno quelli eh: il COLON IRRITABILE, l’insonnia, il frigo vuoto e lo stomaco pure… quello sguardo perso nel nulla cosmico che spesso non è altro che il preludio a pianti isterici con gelato annesso.

-Tipo-

Ho scritto come sopravvivere dalle vacanze MA, è una domanda assolutamente nosense perché la depressione post-summer (inglese più latino oh yeah) non la si può evitare.

Se siete come me in piena botta da fine dell’estate

Beh. A parte entrare in loop con i The giornalisti e vi consiglio di lasciar perdere se non volete poi cominciare a tornare indietro nel tempo con tanto di spalline cucite sotto la giacca… cleenex ne avete?

NO?!

Eh ma allora siete i soliti sprovveduti! Perché la vera soluzione alla tristezza letale da rientro ce la dà il nostro amico luminoso qua

fine estate
sono una MASTER di PAINT e dell’a capo oooh yeah

Per quelli che poi, come la sottoscritta, abbandonano la terra natia per spostarsi in luoghi demmerda AMENI, dove splende il sole (mai) e il cielo è sgombro (mai), il passaggio si fa vagamente più traumatico.

ma vagamente. Qualcuno dovrà pagarci una terapia seria a riguardo, altro che continuità territoriale

Lo so. Voi siete ancora fermi alle parole “fine dell’estate”

State sfogliando la galleria dei vostri culi abbronzati in spiaggia e dei paninazzi ai calamari fritti pigliati in viaggio.

-Bravi. Bella mossa-
occhi lucidi modeon
Ragazzi, i cleenex o non se ne fa niente

E ora devo pure lasciarvi che ho una vita sociale (NO)

-cioè ho un’urgenza letale di andare ad ammazzarmi di cioccolata e Real time-
– se avete problemi con Real time…beh…avete problemi.-