Tra i propositi dell’anno nuovo, lasciate perdere la palestra. Leggete Gianluca Giraudo

Allora. Autori Riuniti ve li ricordate? Sì che ve li ricordate. Ormai ho anche un po’ stufato a ripetervi quanto mi gustinoche brutto verboi loro autori, la loro iniziativa e bon. Oggi, aggiungo un altro tassello al quadro di superwow, con l’intervista al caro Gianluca Giraudo.

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Domenica e Natale sto giro, coincidono: sta per esplodere l’universo mondo? (As we know it)

Se la risposta a questa domanda è “Sì, lo avevano predetto i Maya per questo Natale”… Beh, allora, mi auguro che tutti magnino più pandoro possibile.

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Mestruazioni+Lunedì+Freddo+Sonno = Morte lenta e con incazzo

Iniziare con la settimana alla grande? Si può. Le mestruazioni sono le migliori amiche delle donne. Io le amo, come amo la sveglia presto. Cerco di fare la figa che non se la piglia mettendo sta roba nelle orecchie.

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La mia incredibile passione per il pelo sintetico (che parta pure l’immaginazione)

Ce lo dice ogni giorno la signorina del meteo a maniche corte. Lo vediamo fuori dalle finestre appena alzati. Lo sentiamo sui polsi scoperti dalle giacche. Fa freddo. Sono famosa per esser freddolosa in maniera patologica. Mi sembra quindi solo una conseguenza, il fatto che io ami trasformarmi in una pelliccia.

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Natale da favola quando si tratta di lavorare, n’est pas?

Feste di Natale in arrivo -ma sono ancora così dannatamente lontane – Ancora di più quando la settimana ricomincia dopo un week-end lungo. L‘immacolata e amici di campagna ci hanno indeboliti. Fuori nevica.

Dentro c’ho la copertina

Natale: Sia ci prova a dargli un calcio nel culo

MA: per quanto io la metta a balla per coprire il freddissimo di chi lavora troppo lontano dal termosifone…

Sonno. Nanna. Abbiocco.

Quelle esperienze mistiche che precedono la morte.

Dedicato ad A. Una che nelle foto usciva sempre male

Oggi è una giornata un po’ particolare. Mi sono svegliata all’alba per infilarmi in un taxi. Poi in un pullman, poi su un aereo. Il tutto, perchè dovevo salutare A.

A. è un nome che oggi voglio ricordare

Un ricordo che è così forte che quasi si trasforma in un abbraccio. Solo che A. non è qui. Cioè, lo è, ma non lo è. Strana cosa esser protagonisti senza presenziare. 

Ma se oggi fosse qui, sarebbe vestita bene. Sarebbe truccata con un po’ di rossetto e le guance arrossate dal fard della figlia. Con un braccialetto tiffany e, soprattutto, una voglia di vivere esuberante.

Quasi, maleducata.

A. è quella che mi ha scaricato per strada quando ero adolescente

Al liceo, dopo dei terribili colloqui, aveva abbandonato me e mia sorella un po’ in mezzo al nulla, perché doveva far due parole con sua figlia.

All’epoca l’avevo preso come un chiaro segnale che sarebbe stata sempre guerra tra me e lei. E quanto mi sbagliavo. Ancora non potevo saperlo, che avremmo passato delle ore a guardare la tv spazzatura nel suo salotto.

Non potevo sapere che avremmo mangiato zucchine più o meno ogni volta che ci incontravamo.

A. è diventata con una costanza silenziosa, un po’ una mamma.

Una maldestra in cucina. Che sbagliava le ricette. Bruciava le torte. Faceva gestacci nelle foto. Teneva la porta aperta sempre a me e persino ai miei amici. E poi ai miei malumori, alle mie confidenze stupide, ai miei bisogni di fuga.

Ogni volta che sono sulla cattiva strada, provo a sentire la tua voce che mi manda a fanculo.

A. oggi sono qui e stringo la mano alle tue figlie. Quelle vere.

E so che posso ritrovarti, proprio lì.

Il Perturbante. Il data analyst di Giuseppe Imbrogno

A rieccoci qui. Mese di novembre quasi finito. Tutti sopravvissuti. Soprattutto perché sono riuscita a leggere un libro. Uno di quelli che vale la pena recensire. Stiamo parlando de ” Il Perturbante “.

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Black friday: perché il trucco del comprare on-line è che i soldi non li vedi

C’era una volta Simonetta, una ragazza qualsiasi con delle esigenze qualsiasi. Tipo la sete insaziabile per le scarpe –come se si bevessero-. Simonetta, sempre lei, quella ragazza qualsiasi con la dipendenza da scarpe, aveva anche un’altra cosa “qualsiasi”. Ovvero, il portafogli. Uno qualsiasi. In quanto, perennemente, vuoto. Simonetta, cosa poteva fare con questi soli due elementi, il giorno del Black Friday?

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Zen e lunedì fanno un pochettino a pugni

Provo ad esser zen oggi che magari riesco a non pensare che è lunedì. Ecco una super compilation di musica per far scendere il latte ai co

Zen: che il potere della tuta sia con voi

E soprattutto con me. Che ne ho comprata una al supermercato –sì, al supermercatoINTEGRALE. Cioè, tipo burca no, però rosa. Con la cernierona. Insomma, un pigiama-tuta.

Potevo non comprarlo?

No.

 

Di quella volta che volevo disegnare di pompini e non ho potuto

Pompini. Avete letto proprio bene. Sì, avevo preparato una fantastica tavola che ritraesse una scena piuttosto comune tra le donne fidanzate e non. Ci avevo messo tipo un pomeriggio e tanto amore. Volevo che fosse il postit di oggi… fino a quando.

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