Tra i propositi dell’anno nuovo, lasciate perdere la palestra. Leggete Gianluca Giraudo

gianluca giraudo

Allora. Autori Riuniti ve li ricordate? Sì che ve li ricordate. Ormai ho anche un po’ stufato a ripetervi quanto mi gustinoche brutto verboi loro autori, la loro iniziativa e bon. Oggi, aggiungo un altro tassello al quadro di superwow, con l’intervista al caro Gianluca Giraudo.

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Gianluca Giraudo, G. G.

Mi hanno sempre affascinato i nomi che iniziano con la stessa lettera del cognome. Dovrò discuterne con un terapista. Ma a parte avere questa caratteristica innata –grazie babbo e mamma Giraudo– sembra pure sia un fuori classe di primi romanzi.

Cioè: la sua prima pubblicazione è qualcosa che gli è uscita parecchio bene.

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PARECCHIO BENE.

Parto dalla prima curiosità che mi viene in mente: è vero che “Quello che non sono mi assomiglia“, è il tuo primo libro pubblicato.

Ma, se tanto mi dà tanto, non è il primo che scrivi. Vero?

So…

Qual è la prima cosa che ha scritto Gianluca Giraudo

Cioè quella che ti ha fatto pensare: ok, da grande è questo quello che farò –oltre che morire povero

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Quello che non sono mi assomiglia” è la prima cosa di narrativa, e per ora l’unica, che ho scritto. Come credo tutti i manoscritti ha avuto una sua gestazione: non è nato con questo titolo e neanche esplicitamente con la trama poi diventata ufficiale.

Però, a livello di narrativa, ho sempre e solo lavorato a questo libro. Non è per schermirmi, ma non credo di aver mai pensato finora “Da grande è questo quello che farò“.

Non mi sono mai concesso in maniera diretta ed esclusiva alla scrittura. Né a livello formativo né a livello professionale. Ho per lo più immaginato il mio futuro in vesti altre da quelle dello scrittore.

Se c’è stato un momento a partire dal quale ho iniziato a pensare “Potrei scrivere”, lo devo alla lettura. Leggendo certi libri, diversissimi fra loro, scelti senza alcuna logica, ho capito che con la scrittura si poteva fare qualcosa di potente. E così ho provato.”

Il tuo romanzo è un po’ atipico

non far partire ancora gli insulti, non voglio dire che è di serie B, anzi

Nel senso che la struttura del libro può essere considerata più come una composizione di personaggi e di singole voci. Tutte che si raccontano in prima persona intrecciandosi fra loro, creando quasi una rete.

Insomma, com’è nato?

Da un racconto, magari da un personaggio specifico e poi è diventato qualcosa di più…passami il termine, organico?

“Il libro è nato, a livello di contenuti, dalla volontà di sviluppare e rendere in forma narrativa piccoli aneddoti, incontri, pensieri. Singole situazioni che ho vissuto o mi sono state riportate.”

“L’inizio quindi è stato un po’ “atomizzato”

“Emma, Carlo, Anna e Giovanni sono i primi personaggi che ho scritto in ordine cronologico. Ma non sono loro ad aver dato avvio alla storia. Per molto tempo sono rimasti lì, senza la progettualità di inquadrarli in qualcosa di organico.

Nel tempo ho poi fatto tesoro di altre “esperienze” e ho iniziato a pensare a una forma più compiuta che le potesse racchiudere tutte. A far scattare questo ingranaggio, cioè l’idea di farne un libro, è stato il “Padrone“, come lo chiama Annie Ernaux nel suo “Memoria di ragazza”.

Sono successe alcune cose significative nella mia vita privata che, in segreto, mi sono dato come “Padrone”. Avrei fatto un romanzo, sarei riuscito a pubblicarlo, avrei avuto dei lettori. Tutto questo per dimostrare al “Padrone” che valgo, che volendo ce l’avrei fatta.”

Mi pare che il “Padrone” ce l’abbia fatta eccome. Non vorrei fare quella della Pantene, ma direi che il romanzo vale. Vale molto.

Qual è il personaggio che per Gianluca Giraudo è stato più difficile descrivere tra quelli che si muovono nel suo libro

“Sicuramente Livia. Paradossalmente è stato un personaggio che ho scritto velocemente a livello di tempo, ma che mi ha richiesto molta concentrazione e lo sforzo di estraniarmi da me stesso.

Se gli altri personaggi mi suonano, chi più chi meno, familiari, Livia mi è tuttora un po’ estranea. Non a caso è anche uno dei personaggi che, da lettore, preferisco.”

Ne aprofitto dunque del fatto che sei un autore prolifico. Vedo di rifarmi ad un articolo del tuo blog che ho letto .

Diresti mai che il tuo libro è uno di quelli per cui spenderesti tempo e benzina per comprarlo e quindi, poi, leggerlo?

“Mi sento un po’ di parte nel rispondere a questa domanda. Per questo mi impegno ad argomentare a dovere il mio “sì”.

Sì, perché trovo che “Quello che non sono mi assomiglia” sia un campionario molto variegato di storie che si incrociano. Storie che fanno pensare, ridere, deprimere, e a volte le tre cose insieme.

Sì, perché nella quarta che si trova online si viene a sapere della scomparsa del protagonista Ignacio. Spendere un po’ di tempo e benzina per sapere che ne è stato di lui è il minimo che si possa fare per il bene della propria curiosità.

Sì, perché è puro: essendo stato scritto – come molte opere prime – senza la certezza di diventare carta, ha una sua forma di imperfezione e slancio che non è replicabile e non ritornerà mai più.

Sì, perché ha una copertina invitante e vivace, anche più di molti passeggeri che siamo costretti ad avere vicino mentre guidiamo tutti i giorni.”

Questa postilla sulla copertina è incredibile. Nel senso che ci ho riflettuto sopra e, da brava superficialona, mi ha conquistata.

Il saluto a Gianluca Giraudo con la mitica ricetta della felicità

Ovvero: gli piacerà la pasta col tonno?

“Per me la pasta col tonno è un po’ come il porno. Se te la prepara qualcuno, invitandoti a cena, ti indigni. Se te la cucini a casa, da solo, va bene: la apprezzi anche un po’. È pur sempre meno triste della pasta in bianco.”

Mezza-penna

Autore: Mezza-penna

Simonetta Spissu -in arte Mezza-penna- L'età non la diciamo, Il peso -davvero? volete morire?- Prostituisco ogni giorno la mia scrittura: hai bisogno di un contenuto superyeah (oh megaserious) per essere "leader del settore"? Vuoi che Google butti un occhio su di te come faccio io sul sushi all you can eat? Se mi dai spicci mi metto a scrivere. Scrivo di melanzane, di imballaggi per merci pericolose, Scrivo con tutti i semafori verdi di SEO YOAST. Faccio tutto con estrema pass-novabè- Aspetto che l'Einaudi si accorga finalmente che sono un best seller. Aspetto anche lo stipendio. Come si aspetta la chiamata di Dio. Ma nel frattempo, salto i pasti, ho il culo piatto e i lividi sui gomiti perché sto troppo al pc. Se mi somigliate, poveri voi. Siamo amici. -non troppo, che l'intimità mi spaventa- Fisicamente mi trovo a Milano. Sulla testa non saprei dire con esattezza. GUGLATE e scoprirete chi sono in tutte le mie forme, anche narrativa.

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