Il Perturbante. Il data analyst di Giuseppe Imbrogno

il perturbante

A rieccoci qui. Mese di novembre quasi finito. Tutti sopravvissuti. Soprattutto perché sono riuscita a leggere un libro. Uno di quelli che vale la pena recensire. Stiamo parlando de ” Il Perturbante “.

Il Perturbante: premesse utili a chi vuole un po’ comprarsi sto finalista del Calvino 2016

Avete già un’informazione in più. E’ un libro che è arrivato sino all’ultimo livello dell’ambito Premio Calvino. Nel 2016, l’autore, Giuseppe Imbrogno, ha sfiorato il podio.

Autori riuniti è la casa editrice –non è la prima volta che li incontriamo -. Questo è un altro grosso indizio su che cosa stiamo andando a leggere. Ovvero, un testo che ci giura di esser all’altezza delle aspettative di un buon gustaio.

Il Perturbante è una storia che già dal titolo promette di disturbare

Un disturbo che continua durante tutta la lettura. Una di quelle robe difficili da digerire. Sto dicendo che è un libro che –pardon my french -fa proprio schifo?

Tutt’altro. Proprio l’opposto.

Avete presente quando siete a tavola di vostra nonna dopo un lungo periodo di distanza? Avete di fronte a voi una quantità di cibo impressionante. Sapete già che vi alzerete dalla sedia solo con l’aiuto di un carrattrezzi, con la nausea e tutto.

Nondimeno.

Sapete anche che tutto quel cibo spaziale non andrà perduto. Nessuna acidità di stomaco vi fermerà dal mangiare antipasto-primo-secondo-contorno-dolce e caffè. 

Ecco. Il Perturbante è proprio così. Un fastidio necessario

La storia è quella di un data analyst. Ovvero uno che spia la gente e le sue abitudini –già ci piace– per motivi del tutto commerciali.

Oppure no?

Lorenzo, il protagonista, vive a Milanoe anche questo ci piace per questioni mie biografiche – ma è come se vivesse solo nella sua testa.

Fatica a socializzare, nella misura in cui vedere il prossimo è solo una formalità che ci si sente di dover compiere per apparire inserito. La vera socializzazione avviene attraverso uno schermo.

Lo studio della vita degli altri sui social

Finché dal lavoro si passa alla vita –e dalla vita al lavoro-. Accompagnati dalla costante ossessione di parole chiave come fitness/veg per essere sempre in forma.

Gli scatti su facebook sono lo specchio dell’anima degli amici immaginari di Lorenzo.

Internet è il perturbante

Quello che avvicina le persone al punto da diventare intimi compagni di viaggio/palestra/ristorante e che, dopotutto, le allontana il più possibile.

Insomma, Lorenzo non è un semplice analista di dati. Più che altro è un uomo isolato che tenta di connettersi nell’unico modo che conosce: a distanza di sicurezza.

La pazzia è che non mi pare di leggere qualcosa di strano

Il disturbo di questo libro sottile nella sua indifferenza all’umanitàalternata a momenti di grande amore verso la stessa – sta proprio lì.

Nel fatto che io, in Lorenzo, posso facilmente immedesimarmi. E come me, tutti quei freelancer che passano le ore a creare contenuti che mirano ad un target specifico.

Come me, Lorenzo conosce la gente. Ma non ci entra mai davvero in relazione. Soprattutto quando ne ha l’occasione concreta.

Il mondo è spaventoso

E allora, in base a questo terrore che condivido, sono stata trascinata sino all’ultima pagina da un solo pensiero: volevo che la facesse franca. Volevo avesse il suo lieto fine.

Quando, forse, a ben pensarci, normalmente lo avrei giudicato come uno stalker. Invece, Giuseppe Imbrogno ce l’ha fatta a farmi piacere questo asociale.

O, piuttosto, mi ha dato carta bianca per ammettere che ormai, io in primis, sono una persona che vive prevalentemente nel digitale. 

Mezza-penna

Autore: Mezza-penna

Simonetta Spissu -in arte Mezza-penna- L'età non la diciamo, Il peso -davvero? volete morire?- Prostituisco ogni giorno la mia scrittura: hai bisogno di un contenuto superyeah (oh megaserious) per essere "leader del settore"? Vuoi che Google butti un occhio su di te come faccio io sul sushi all you can eat? Se mi dai spicci mi metto a scrivere. Scrivo di melanzane, di imballaggi per merci pericolose, Scrivo con tutti i semafori verdi di SEO YOAST. Faccio tutto con estrema pass-novabè- Aspetto che l'Einaudi si accorga finalmente che sono un best seller. Aspetto anche lo stipendio. Come si aspetta la chiamata di Dio. Ma nel frattempo, salto i pasti, ho il culo piatto e i lividi sui gomiti perché sto troppo al pc. Se mi somigliate, poveri voi. Siamo amici. -non troppo, che l'intimità mi spaventa- Fisicamente mi trovo a Milano. Sulla testa non saprei dire con esattezza. GUGLATE e scoprirete chi sono in tutte le mie forme, anche narrativa.

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