Roberto Gerilli direttamente dall’inferno (dov’è vietato leggere)

Roberto Gerilli, intervistato di gennaio, col suo libro preferito solo su Mezza-penna!

roberto gerilli
Roberto Gerilli acquerello style

Roberto Gerilli, scrittore e ingegnere elettronicouna cosa alla Gadda, tanto per intenderci– che potete tranquillamente trovare QUI nel suo favoloso blog in cui si vede che è uno che ci sa fare con il web design.

E con tanto altro a quanto pare.

Roberto Gerilli, ad esempio,

nel 2014 ha pubblicato il suo romanzo d’esordio, Città Senza Eroi  con UteLibri; poi, nel 2015 Questo non è un romanzo fantasy assieme alla Plesio, e nel 2016 Apocalypse Nerd ( sempre Plesio) e Vietato leggere all’inferno, curato e pubblicato da Speechless Books.

Insomma, uno che scrive con lo stesso ritmo di Stephen King.

Roberto Gerilli: è bravo pure come Stephen King?

Ma lasciamolo parlare, che famo prima.

Ad esempio, ci sapresti dire chi è Roberto Gerilli?

Roberto Gerilli è un anconetano che vive in un fortino di libri e spara a vista a tutti gli invasori che cercano di tirarlo fuori e farlo crescere. Nel fortino c’è il wi-fi, ovviamente.

Sì, ovviamente c’è il wifi, non scherziamo. Il miglior amico per noi so ciop litari.

Continuiamo con le domande.

Ti chiedessero di fare una top list dei libri di Roberto Gerilli, come la faresti?
Domanda difficile, essendo tutti romanzi eccezionali. L’unico modo che ho a disposizione, quindi, è l’ordine cronologico: non di pubblicazione ma di scrittura. Prima c’è Città senza eroi (che ho scritto insieme a Giacomo Bernini), poi Vietato leggere all’inferno, e infine Questo non è un romanzo fantasy e Apocalypse Nerd. Se proprio insisti, però, ammetto che un preferito c’è: Vietato leggere all’inferno.
 
Perfetto, era proprio qui che speravo andassi a parare. Vietato leggere all’inferno è un prodotto bizzarro, perché, hai spazzato via tutti i miei pregiudizi in merito –ne parlerò meglio quando ci scriverò sopra una mezza-recensione-. Bizzarro nel senso che è pure il mio/tuo libro preferito.

Roberto Gerilli preferisce”Vietato leggere all’inferno”,

Roberto, allora, ci vuoi dire la tua versione del libro, prima che io ci dica due parole liberamente?

Secondo me “Vietato leggere all’infernoè un capolavoro, può bastare? Okay, va bene, ritrovo la modestia e rispondo con un pizzico di serietà (ma solo un pizzico). “Vietato leggere all’inferno” è la mia risposta sarcastica diretta agli editori che pubblicano senza mai voler rischiare, la mia pernacchia verso gli autori che si prendono troppo sul serio, e il mio dito medio rivolto a coloro che ritengono Stephen King inadatto a un corso di letteratura.

E perché ti piace così tanto? Cos’ha in più degli altri tuoi lavori?

Mi piace perché rappresenta perfettamente il tipo di romanzo che adoro leggere: scorrevole, coinvolgente e con più livelli di interpretazione. Sono caratteristiche che possiede anche “Questo non è un romanzo fantasy”, che però ha un target di lettori più specifico. “Vietato leggere all’inferno”, invece, è molto più trasversale: qualsiasi lettore può riconoscersi, almeno un po’, nel mondo che ho raccontato. È un thriller distopico, ma prima di questa categorizzazione di comodo è un “semplice” libro sui libri.

Qualsiasi lettore può riconoscersi: è proprio così. Quindi comincio a chiedermi se mi debba preoccupare: il mio personaggio preferito è indubbiamente l’amazzone/bodyguard/prostituta/lesbica, sulla quale non dirò altro per evitare di tradirmi in spoiler.

Il tuo qual è? Così siamo in due a preoccuparci. Ce lo descrivi?

Il mio personaggio preferito è la dissacrante trinità formata da Amleto, Eleonora e Caterina. Non riesco a dividerli perché mi sono divertito troppo a scrivere le loro scene, soprattutto i dialoghi. Amleto è il mio prototipo di protagonista: un antieroe per caso, divertente, sarcastico, che cerca di sopravvivere atteggiandosi da duro. Poi c’è Eleonora, la ragazza che tutti vorrebbero conoscere, perché cita Die Hard, perché spara con due pistole, perché è determinata a realizzare il suo sogno, ma soprattutto perché riesce sempre a ottenere il meglio dalla gente. E infine c’è Caterina, la tua preferita, che però non è una prostituta ma soltanto una camgirl (tutto il resto è esatto). Cate è Cate, c’è poco da descrivere: bisogna conoscerla.

Roberto Gerilli come Dio, o come Ray Bradbury?

Mi tiri fuori la trinità –forse perché ti piace paragonarti a Dio, ma qui tutto è lecito-. Io invece faccio un altro parallelismo, più terra terra.
Sicuramente te l’hanno chiesto in tre milioni o giù di lì: quanto hai pensato a Farheneit 451, quando hai cominciato a scrivere “Vietato leggere all’inferno“? 

In realtà sei la prima a chiedermelo per cui: complimenti, sei un’intervistatrice bravissima!

Fahrenheit 451, comunque, non è stata la mia fonte d’ispirazione iniziale, come nel caso di Breaking Bad, e quando ho capito che il parallelo sarebbe stato inevitabile ho cercato di distanziarmene il più possibile.

Il mio obiettivo era creare un mondo nel quale i romanzi non fossero stati vietati da un governo totalitario, ma al contrario su richiesta della popolazione stessa. Mi sembrava molto più attuale. Mentre scrivevo, però, ho sentito l’esigenza di rileggere Fahrenheit e ho trovato un modo ironico per inserirlo nel mio lavoro: il romanzo di Bradbury, infatti, è una delle principali cause che hanno spinto l’Anti-literature movement a pubblicare e diffondere il loro manifesto programmatico. Nel mio libro Fahrenheit non ha protetto la letteratura, ma ne ha indirettamente causato la messa al bando. Spero che il fantasma di Bradbury non mi perseguiti per questa scelta 😉

E siccome siamo passati alle faccine, possiamo, ufficialmente, allentarci la cravatta e procedere con la super domanda di rito:

Roberto Gerilli: ti piace la pasta col tonno?

Questa domanda mi costringe a confessarti una verità imbarazzante che potrebbe addirittura spingerti a bruciare il mio romanzo e a cancellare questa intervista prima della pubblicazione.

Ho deciso di rivelartela ugualmente perché mi sono divertito tantissimo e ti sei quindi guadagnata il diritto di conoscere questo scoop (potresti venderlo anche a Signorini e farci un po’ di soldi).

Inizio con una premessa: sono nato ad Ancora e ho sempre abitato a non più di cento metri dal mare, ma basta l’odore di pesce per darmi il voltastomaco. Colpa di un trauma infantile.

L’unica eccezione è il tonno in scatola. E ora ecco lo scoop. Ti consiglio di sederti perché sarà sconvolgente. Pronta? Ci siamo. Anzi, aspetta un secondo, forse è il caso di salutarti prima perché non so se vorrai parlarmi ancora. Grazie mille per l’intervista, è stato un vero piacere.

A questo punto okay, è il momento: mi piace la pasta col tonno, ma ci metto il parmigiano per ridurre il sapore di pesce.

Boom!

Addio.

Ma quale addio e addio… Roberto è andato a nascondersi senza motivo. La pasta col tonno ci piace in ogni modo -non siamo dei gourmet, la mangiamo col tonno riomare

Se ancora sei da qualche parte al sicuro dal linciaggio, grazie a te, al tuo libro, alla tua simpatia

e agli amici da casa che hanno votato per noi

Mezza-penna

Autore: Mezza-penna

Simonetta Spissu -in arte Mezza-penna- L'età non la diciamo, Il peso -davvero? volete morire?- Prostituisco ogni giorno la mia scrittura: hai bisogno di un contenuto superyeah (oh megaserious) per essere "leader del settore"? Vuoi che Google butti un occhio su di te come faccio io sul sushi all you can eat? Se mi dai spicci mi metto a scrivere. Scrivo di melanzane, di imballaggi per merci pericolose, Scrivo con tutti i semafori verdi di SEO YOAST. Faccio tutto con estrema pass-novabè- Aspetto che l'Einaudi si accorga finalmente che sono un best seller. Aspetto anche lo stipendio. Come si aspetta la chiamata di Dio. Ma nel frattempo, salto i pasti, ho il culo piatto e i lividi sui gomiti perché sto troppo al pc. Se mi somigliate, poveri voi. Siamo amici. -non troppo, che l'intimità mi spaventa- Fisicamente mi trovo a Milano. Sulla testa non saprei dire con esattezza. GUGLATE e scoprirete chi sono in tutte le mie forme, anche narrativa.

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