Iniziare a lavorare. Iniziare. Lavorare. CHE? COME SCUSA?

Iniziare a lavorare: questa cosa sconosciuta.

Iniziare a lavorare- sì, lo ripeto per cercare di esorcizzare l’espressione-Probabile che ne abbiate sentito parlare: un lavoro nuovo.

Innanzitutto un lavoro. Poi uno nuovo.

cioè, sì, ho lavorato prima

sto scrivendo in pratica un libro di fantascienza

iniziare a lavorare cheppalle oh. Non è meglio lamentarsi di non fare niente per colpa di Renzi?-

Emozioni di quando ti svegli e sai di dover entrare in un ambiente sconosciuto:

iniziare a lavorare
ohia, eccomi paparazzata!

Primo problema: iniziare a lavorare=che cazzo mi metto?

Eh già. Ogni posto ha il suo dresscode e tu, va da sè, non solo lo ignori, ma lo sbaglierai clamorosamente. Nel dubbio qualcuno mi aveva detto: mettiti in tiro che vai sul sicuro. Fagliela vedere subito la tua pellaccia.

Ecco. Sì. Anteprima di me che accetto i consigli PRATICI.iniziare a lavorare

Poi ovviamente finisce che tutti sono in scarpe da tennis e tu sei la figa di legno-
-bello eh. Ma non bellissimo

Secondo problema: iniziare a lavorare=cosa diavolo dovrò fare?

Sì perché effettivamente un’idea vaga ce l’hai, ma è così vaga che sarebbe più facile guidare da neo patentata fino ad Osilo di inverno, la pioggia, la nebbia, l’auto in panne.

-Provare per credere- 

Iniziare a lavorare è più o meno l’incubo di svegliarsi nudi di fronte ad un pubblico di sconosciuti. Solo che è vero. Solo che non sei Bridjet Jones. Non fa ridere cazzo.

Mi sento sperduta come gli agnellini che piangono al macello de “Il silenzio degli innocenti“, ma mica posso darlo a vedere. La regola d’oro è che il tuo terrore viene fiutato dal prossimo, o meglio, cumenti si dizzi a casa mea, si FIAGGA (più grezzo ed efficace, as usual).

Per cui sorrisissimo sotto il rossetto e con nonchalance ci si poggia al muro in attesa delle direttive, qualsiasi, anche solo portami il caffè andrà benone. Ho sempre sognato portare caffè. N’est pas?

Poi pian piano lo capisci che cavolo devi fare con esattezza, ma, di solito, arriva più o meno dopo una valanga di figure di m***a

scusate mi è scappato l’asterisco selvaggio. volevo scrivere MERDA

e di cazziatoni che ti pigliano alle spalle come lo stereotipo del molesto in impermeabile al parco.

Ma tant’è. Il cursus honorum lo fanno tutti. Chi sono io? Figlia della gallina bianca?

Terzo problema: gestire le pause.

Esistono? Quando sono? Sono solo una trappola perversa per cui i nuovi arrivati, cioè te, non possono TASSATIVAMENTE alzare il culo dalla sedia neppure in caso di incendio?

Voglio dire.

Quando gli altri si mettono a fumarsi la sigarettina ballando la zumba, è lecito o no andare a pisciare?

Grandi quesiti per grandi cervelli. Epperò non ci credo che non vi siete trovati in questa situazione kafkiana -che è il modo intellettuale per non dire fantozziano

c’ho la laurea in lettere c’ho

Iniziare a lavorare=tornare a casa con una serie di tic all’occhio

La voglia che poi mi contraddistingue personalmente di cercare con accuratezza i metodi di suicidio preferiti dalle donne su Google appena varcata la soglia di casa,

riprendete fiato

FORSE, e sottolineo il forse, non è la prima cosa che fate pure voi.

Ma mi aspetto che, come minimo, qualcosa del genere la facciate. Non lasciatemi sola in questo intenso lavoro di ricerca per allontanarmi da una realtà in cui ancora non ho capito bene dove stia il cesso.

-Ve prego.-

Sull’argomento ci potrei scrivere un libro. Più d’uno. Sapeste gli scivoloni di stile. Ma non sarebbe… come si dice… SEO friendly.

Immaginatemi solo, gettata in una classe di Heidi francesi che mi chiedono di soffiar loro il naso.

almeno credo. Chi lo parla il francese?

-Io no-

E con questa chicca.

Au revoir.

Mezza-penna

Autore: Mezza-penna

Simonetta Spissu -in arte Mezza-penna- L'età non la diciamo, Il peso -davvero? volete morire?- Prostituisco ogni giorno la mia scrittura: hai bisogno di un contenuto superyeah (oh megaserious) per essere "leader del settore"? Vuoi che Google butti un occhio su di te come faccio io sul sushi all you can eat? Se mi dai spicci mi metto a scrivere. Scrivo di melanzane, di imballaggi per merci pericolose, Scrivo con tutti i semafori verdi di SEO YOAST. Faccio tutto con estrema pass-novabè- Aspetto che l'Einaudi si accorga finalmente che sono un best seller. Aspetto anche lo stipendio. Come si aspetta la chiamata di Dio. Ma nel frattempo, salto i pasti, ho il culo piatto e i lividi sui gomiti perché sto troppo al pc. Se mi somigliate, poveri voi. Siamo amici. -non troppo, che l'intimità mi spaventa- Fisicamente mi trovo a Milano. Sulla testa non saprei dire con esattezza. GUGLATE e scoprirete chi sono in tutte le mie forme, anche narrativa.

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